In data 7 gennaio l'ARCI provinciale ci ha messo al corrente del comunicato diffuso nei giorni precedenti da Daniele Prati. Di seguito la replica della Società Democratica Operaia. Delude e amareggia la posizione assunta e comunicata dal Circolo “La Molinanca”, rispetto alle motivazioni alla base della decisione di interrompere le proprie attività a partire da inizio anno. In sostanza i danni ed i disagi derivati dai lavori di rifacimento del teatro e della sede della Società Democratica Operaia, aggravati, sempre a parere del consiglio del Circolo, da mancanza di dialogo e collaborazione tra proprietà (S.D.O.) e affittuari (Circolo). Bene, è a tutti evidente la grossa mole di lavoro messa in campo dalla Società Operaia di Chiavenna, non solamente identificabile con l’aspetto cantieristico, di per sé notevole, ma soprattutto con la messa in campo di risorse economiche, pubbliche e private, straordinarie per il sodalizio. Tutto questo per realizzare il recupero di una struttura importante, situata nel centro cittadino, ed arricchire la valle di un punto di riferimento culturale di livello. Questa opera ha richiesto e richiede la collaborazione ed i sacrifici di molti soggetti. Per primi consiglio e soci della S.D.O., impegnati da anni al reperimento delle risorse, ed ora nel seguirne passo passo la realizzazione per assicurare il rispetto di tempi ed affrontare le numerose problematiche, che si presentano con una certa frequenza. La S.D.O. stessa è peraltro priva di sede, per tutto il tempo dei lavori. Il consiglio si riunisce nei locali gentilmente e generosamente messi a disposizione dalla locale sezione del CAI. Disagi anche per la gestione del bar e per i suoi avventori, con temporanei periodi di chiusura e non disponibilità di giardino e campi di bocce per circa un anno. Impossibilità per la bocciofila di effettuare l’attività, e per gli appassionati di praticare il proprio sport, con limitate alternative in valle. Temporanea mancanza di punto di ritrovo anche per i giocatori di scacchi, che da anni si incontrano ogni settimana nella sede della Società Operaia. Così come è venuta meno la sede della “Compagnia di canto popolare”. Dunque non sono pochi i soggetti cui è stata richiesta collaborazione e pazienza, il tutto finalizzato ad offrire loro, e ad altre entità che necessitano di adeguati spazi, una struttura ed una organizzazione all’altezza delle diverse esigenze. Non si può così che respingere le pretestuose accuse mosse nei nostri confronti dal Circolo La Molinanca, rigettandone oltre ai contenuti anche lo stile. Peraltro già nel giugno 2008 il Circolo aveva paventato la chiusura, chiedendo alla proprietà di rivedere l’impegno contrattuale riguardante la realizzazione dello spazio fumatori, a carico del locatario. Questo in ragione di propri risultati di bilancio. La S.D.O. valutò con attenzione tale richiesta, ed accordò al Circolo una proroga. Alla luce di questa considerazioni appare del tutto fuori luogo, oltre che violenta e volgare, anche la metafora della pistola adoperata in chiusura del comunicato del Circolo, che si vorrebbe impugnata dalla S.D.O. in un’azione di killeraggio. |