Si trattasse di carta stampata, si parlerebbe di numero zero. E' il test per l'utilizzo del teatro, inaugurato da una settimana, che la SDO ha effettuato cogliendo la generosa disponibilità del pianista chiavennasco Guido Manusardi e dei suoi altrettanto generosi accompagnatori. Con Mimmo Tripodi alla batteria e Alberto Viganò al basso, Manusardi non si è certo risparmiato nel proporre con energia e creatività un programma di standard del jazz, con una carrellata sui grandi compositori del novecento. Interpretazioni da subito emozionali, che hanno coinvolto il pubblico, che ha risposto con consensi non sicuramente di rito. Significativo il fatto che si sia esordito con il jazz, genere saltuariamente proposto e poco frequentato in zona. Ad una esecuzione di grande livello ha risposto all'altezza la sala, con una prova acustica che, a detta dei presenti, ha soddisfatto le migliori attese. Tutto positivo dunque? Onestamente la macchina organizzativa, basata come si sa esclusivamente sul volontariato, va ancora rodata. Se la prima uscita è avvenuta a tambur battente rispetto l'inaugurazione, Il pubblico valchiavennasco, ma anche quello delle zone limitrofe che è intervenuto sabato, dovrà pazientare un po' prima di vedere proposto un vero "cartellone". Già nei prossimi mesi in ogni caso la SDO verrà incontro alle numerose richieste di utilizzo della struttura, in particolare venute da parte di gruppi di iniziativa locali. A Guido Manusardi, cui a titolo di riconoscenza è stata consegnata la tessera della Società Operaia, ed ai suoi bravissimi e simpaticissimi accompagnatori, di nuovo grazie. |